Filosofia e Etica
 
 
 

Se Dio è buono allora perché?
di Andrea B. Nardi

Data di caricamento: 4/1/2007
Pagine: 120; Formato: pdf; Lunghezza file: 892 KB
Codice d'identificazione documento: 1272
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Indice di gradimento generale Indice di gradimento generale
Breve excursus storico attraverso i tentativi del pensiero umano per spiegarsi la contraddizione fra la bontà divina e la malvagità nell’universo. Con semplicità espositiva sono illustrate le posizioni filosofiche e teologiche su questo problema dall’antichità fino ai nostri giorni. Il linguaggio è quanto più possibile colloquiale e disinvolto, a tratti anche spiritoso o drammatico, attento a coinvolgere il lettore pure se a digiuno di specifiche competenze culturali.

Pubblico cui è destinato: vuole essere una lettura per tutti coloro che sono sempre stati affascinati dai grandi temi della filosofia e del pensiero religioso ma non hanno mai avuto la possibilità di affrontarli con un metodo agevole. Il lessico scorrevole del testo intende avvicinare ogni tipo di lettore, sia culturalmente preparato sia meno esperto.
 
  Profilo / Biografia dell' Autore
Andrea B. Nardi (1963), laurea in Filosofia e laurea in Giurisprudenza, giornalista, esperto d’arte, scrittore. Ultima pubblicazione: Ecce Deus, romanzo storico-religioso (Robin Edizioni, 2006), studioso di storia e teologia. Collabora, tra gli altri, con Focus Storia (Gruner+Jahr / Mondadori), Medioevo (De Agostini Periodici), Arte in (Edizioni d’arte europee. www.andreanardi.it


Recensioni dei Lettori  
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Un bel libro ma un'opera incompiuta, 15/7/2010
Recensore: Giacobbe Frontiera di Gerusalemme Est
 
 

Il libro è bello ma nella domanda manca un'altra domanda cioè se Dio è buono allora perchè fa nascere la domanda Di che colore è la pelle di Dio. Cioè io avendo letto il libro mi aspettavo la risposta a questo quesito che non lascia dormire me e non lascio riposare neanche Santo Agostino. Sono domande rilevanti Esso ci ama ma quanto e ci vuole bene o ci ama e di che colore è la sua pelle e Dio ha un cane o un animale domestico e se si pelo lungo o pelo corto e il colore del pelo e poi è di compagnia o di difesa e qual'è la posizione della Chiesa nei confronti di Papa Dario colui il quale fece lo scisma insiema al Card William di Londra nei anni di questo millennio appunto perchè il Vaticano non rispondeva a queste domande.

 
       
L'Assoluto non può essere un essere, 21/7/2010
Recensore: Massimo Vaj di Un monte tra il Lario e il Ceresio
 
 

Il commento che precede questo è di un'idiozia spaventosa. Perché chiedersi se Dio esiste, quando è evidente e logico che se qualcosa esiste, per il solo fatto di esistere perderebbe l'assolutezza? Assoluto indica senza limiti, e l'esistere è un limite, significa anche senza durata e privo di estensione. L'essere, invece, è caratterizzato da limiti che lo distinguono dagli altri esseri. Dio non è "buono" come l'universo non è "cattivo". L'Assoluto è Verità assoluta e l'universo è perfezione totale in divenire, risultante dalla somma delle imperfezioni particolari dalle quali è formato.

 
       
Chiarimento, 21/7/2010
Recensore: Massimo Vaj di Un monte tra il Lario e il Ceresio
 
 

Ho letto l'estratto del libro, che mostra essere la solita zuppa per scolaresche. Parla di metafisica come se fosse un insieme di sistemi di pensiero di matrice umana, quando la metafisica non può essere un sistema, dal momento che è la conoscenza dei princìpi universali e delle loro applicazioni conseguenti. Un sistema di pensiero è sistema attraverso l'esclusione di ciò che non appartiene a quel sistema, mentre la metafisica esclude solo l'impossibile perché contraddittorio ai principi che legiferano l'universo. La metafisica è consapevolezza universale, alla quale individui risvegliati alla sfera spirituale hanno accesso per volontà dell'Assoluto. Non è conoscenza di ordine individuale, non è ipotetica ed è al di sopra della durata temporale. È consapevolezza immediata e alla mente, attraverso il pensiero individuale, è soltanto concesso di ordinare la Certezza secondo la consequenzialità relativa. Naturalmente il segreto iniziatico si difende da sé perché l'essenza della metafisica, che sfugge alla relatività, non è comunicabile. L'autore di questo libro non conosce null'altro che farneticazioni storiche riscontrabili su qualsiasi antologia per studentelli.